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giovedì 13 ottobre 2011

MILAN, RETROSCENA DI UN VERTICE


MILAN, RETROSCENA DI UN VERTICE

Con Raiola si è parlato di mercato e... Tevez


13/10/11
Mino Raiola
Prime pietre del futuro Milan nel pomeriggio speciale di Via Turati. Si sono incontrati Adriano Galliani e Mino Raiola. Era presenteMassimiliano Allegri, cui non è stato ancora prolungato il contratto che scade il prossimo giugno, ma per il quale queste continue presenze nei colloqui di mercato valgono più di ogni firma. Si era parlato di rapporti sempre più freddi tra l’amministratore delegato rossonero e il procuratore di Ibrahimovic, ma questo incontro è stato utile per parlare anche del presente, legato alle recenti parole dello svedese.
Raiola ha smentito, però, ogni malessere del suo giocatore, aggiungendo che nel colloquio non si è parlato di Zlatan. Difficile credergli anche se è plausibile che l'agente dello svedese abbia "consigliato" una significativa campagna di rafforzamento al club rossonero. Un ritorno importante sul mercato, a gennaio e nella prossima estate, che permetta al Milan di essere competitivo ad altissimi livelli.

A fine stagione il Milan tornerà insomma alla carica per Hamsik, monitorerà la situazione riguardanteBalotelli, opzionerà l'interessante attaccante brasiliano del Brescia, Jonathas, valuterà la possibilità di acquisire il difensore del Barcellona, l’affidabile Maxwell, tutti legati a Mino Raiola.

Il procuratore però è molto vicino anche all’Ajax , la squadra di Christian Eriksen, un talento di 19 anni, già protagonista nella nazionale di danese, considerato prima alternativa o addirittura prima scelta rispetto allo slovacco del Napoli.

Più difficile capire quale potranno essere le mosse del Milan in vista di gennaio. Oltre al solito nome,Montolivo, la rosa innanzitutto deve essere completata da un secondo extracomunitario. Il nome forte, l’acquisto clamoroso, potrebbe essere Carlitos Tevez e, in questo caso, potrebbero essere utili gli ottimi rapporti tra il Manchester City e Mino Raiola.

Di tutto questo si è parlato, come dicevamo davanti ad Allegri che, in mattinata,aveva diretto un allenamento tattico. Solo la rifinitura di venerdì mattina chiarirà gli ultimi dubbi al tecnico livornese che, è certo, non schiererà a centrocampo Thiago Silva, perno di una difesa che non vedrà partire dal primo minuto Mexes. Pronta per lui la prima panchina della stagione a 195 giorni dal grave infortunio del 3 aprile in Roma-Juventus.

Dunque Abbiati, Abate, Nesta ,Thiago Silva e Antonini formeranno il reparto arretrato. Davanti alla difesa confermato Van Bommel, con Nocerino e Seedorf a completare il centrocampo. Chi insiste a spostare Seedorf nel ruolo di perno basso davanti ai difensori centrali o dietro le due punte non ha capito che lì non lo vedremo più, salvo totale emergenza. Le due punte saranno Ibrahimovic e Cassano, con Aquilani favorito sul rientrante Robinho come trequartista.

EURO 2012, IL TRAP PESCA L'ESTONIA


EURO 2012, IL TRAP PESCA L'ESTONIA

Playoff, il Portogallo trova la Bosnia

13/10/11
La nazionale irlandese, foto Afp
Può tirare un sospiro di sollievoGiovanni Trapattoni. Il sorteggio per i playoff di Euro 2012 dice bene all'Irlanda, che trova l'Estonia, arrivata seconda a spese della Serbianel girone vinto dall'Italia e, sulla carta, la più abbordabile tra le avversarie possibili. Peggio è andata al Portogallo, che ha pescato laBosnia di Edin Dzeko Miralem Pjanic. Completano il quadro le sfideTurchia-Croazia Repubblica Ceca-Montenegro.

INTER-ETO'O, L'ANZHI DICE NO


INTER-ETO'O, L'ANZHI DICE NO

"Impossibile persino in un incubo"

13/10/11
Samuel Eto'o (Afp)
Le voci di un possibile "prestito" diSmauel Eto'o all'Inter sono rimbalzate anche in Russia, dove però l'Anzhi ha detto no categoricamente a questa ipotesi. "Persino in un incubo è impossibile immaginare tale scenario", ha detto German Chistiakov, direttore generale del club daghestano, commentando la notizia sul forum online dei fan del club. Insomma, porte sbarrate, almeno finché Moratti non deciderà di fare sul serio.
Durante il break invernale, ha aggiunto Chistiakov, Eto'o ''si preparerà per la prossima dura stagione con la sua professionalità nella squadra dell'Anzhi''. L'attaccante è sbarcato nella società dell'oligarca Suleiman Kerimov come il giocatore più pagato del mondo, circa 20 milioni di euro l'anno.

VETTEL , FUTURO IN ROSSO


VETTEL, UN FUTURO CON IL CAVALLINO

In Ferrari per entrare nella leggenda


13/10/11
Vettel, un futuro con il Cavallino
Finita l'euforia per il secondo titolo iridato, nella conferenza stampa delGP di Korea, si è tornato a parlare diVettel e di un suo possibile futuro in Ferrari. Perché Sebastian è entrato nella storia per essere il più giovane pilota a vincere due Mondiali di F1, ma per entrare nella leggenda dovrebbe vincere anche al volante della Rossa di MaranelloVettelsorride e commenta: "Ho davanti a me una carriera molto lunga, mai dire mai".
La stampa inglese spinge molto sul tema Vettel in Ferrari, ma per ora il tedesco ha un contratto fino al 2014 con la Red Bull. Anche se i ben informati parlano di clausole per la rescissione anticipata, ben presenti nell'accordo scritto. Maggiori dettagli ovviamente non sono noti, ma restano le tante voci e le illazioni che vorrebbero Vettel approdare in Ferrari già nel 2013.

Con questa premessa, e dopo che lo stesso Stefano Domenicali aveva fatto dichiarazioni di apertura nei confronti del tedesco, è toccato a Fernando Alonso rispondere ad alcune domande in merito. Lo spagnolo, però, ha glissato in parte, spiegando: "Ho avuto tanti compagni di team e non ho mai avuto problemi con loro. Ho sempre cercato di imparare da tutti e non è un problema chi è il mio vicino di box. Cosa ne penso di Vettel? Io e Felipe siamo la coppia più forte del mondiale, perché in questi anni nel confronto con lui ho potuto impare molto; e lui da me. Perché abbiamo due appocci al lavoro diversi e per questo motivo siamo complementari". Peccato che poi il distacco in classifica di Massa pesi parecchio sul campionato costruttori e nel bilancio di Maranello.

Se quindi Alonso si è dimostrato "freddino" nei confronti dell'arrivo di Vettel, il fresco campione del mondo prima frena e poi rilancia: "L'idea che io possa andare alla Ferrari piace agli italiani, ma per ora ho un contratto con la Red Bull e per ora mi trovao bene con loro. La Ferrari è nel cuore di tutti i piloti, ma io voglio vincere ancora tanto con la Red Bull".

Naturale quindi iniziare a fare paragoni tra Seb e l'altro illustre tedesco, nonché pluri-titolato, Michael Schumacher, che guarda caso è anche una delle leggende del Cavallino. Vettel, però, gioca di modestia e mette le mani avanti: "Andiamo piano con i paragoni con Schumi. Penso di non essere in grado i vincere quello che ha vinto lui. Ricordiamoci che per tanti anni tutti consideravano impossibile battere Fangio, con 5 titoli mondiali. Solo Michael è riuscito nell'impresa. Ora però è un traguardo irraggiungibile!".

Conferenze finite e alle ore 18 locali, Vettel è andato in pista a farsi una corsa a piedi, mentre il buio iniziava a calare sul tracciato coreano. Curioso il fatto che poco dopo Alonso, a cui come detto piace studiare ed imparare dai compagni di team, abbia scelto di fare anche lui un po' di running in circuito. Probabilmente i due non si saranno nemmeno incontrati lungo i 5.615 chilometri asfaltati, ma se non altro dimostrano di avere già le stesse buone abitudini.

mercoledì 12 ottobre 2011

MERCATO: NESSUNO IN ITALIA COME L'UDINESE


MERCATO: NESSUNO IN ITALIA COME L'UDINESE

Il club dei Pozzo chiude i migliori affari


12/10/11
Un volo di Handanovic, LaPresse
Prima in campionato, seppur in compagnia della Juventusprima con invece un grande distacco nella classifica del mercato. A comprare, valorizzare e vendere i giocatori, l’Udinese della famiglia Pozzo è da Pallone d’Oro. I numeri innanzitutto, per capire meglio: tra i 60 e i 65 milioni (la differenza la fanno i bonus) incassati in estate per le cessioni di Sanchez al Barcellona (40 milioni), Inler al Napoli (15 milioni) e Zapata al Villarreal (10 milioni). Poi sono arrivati anche gli spiccioli, come i 2,5 milioni incassati dal Siena per la metà di D’Agostino; giusto per non farsi mancare niente. Con le tre cessioni illustri, qualsiasi altro dirigente medio-modesto del nostro calcio, sarebbe andato in depressione tecnica, lo avrebbero contestato e la classifica, a differenza delle casse, si sarebbe pian piano svuotata.
I Pozzo e i suoi collaboratori, a partire dal direttore sportivo Larini e dalla lunga lista di osservatori, hanno invece ritrovato l’assetto e la competitività, senza snaturare la bellezza del gioco, con una manciata di operazioni. Ovviamente, sconosciute ai più, ma ben presenti e da tempo, nei progetti del club. I rinforzi più costosi? Il rumeno Torje, che è il sostituto potenziale di Sanchez, arrivato solo il 10 settembre per 4,5 milioni, insieme al centrocampista Pereyra, preso dal River Plate e costato la stessa cifra di Torje. Altri acquisti della nuova Udinese: Neuton e Doubai, difensore brasiliano del Gremio e centrocampista dello Young Boys, sono costati solo un paio di milioni a testa. Tre milioni sono stati spesi per riportare a casa Barreto e riscattare Fabbrini, un milione per Sissoko, qualcosa in più per Danilo. Tutto qui? Si, tutto qui, spesi non più di 15-18 milioni per il Nuovo Corso, dopo i 60-65 incassati. In più, già in testa al campionato, con un gioco divertente e con le mini-perplessità e qualche fischio durante Udinese-Rennes, spazzate via in un attimo.
Il modello Udinese sarebbe la salvezza del calcio italiano e lo spot perfetto del fair play finanziario introdotto da Platini. Ma attenzione, non sono solo i numeri a stupire e a sostenere il modello Udinese. Dietro, c’è una feroce coerenza nel progetto tecnico e nella scelta anagrafica dei giocatori. Costano poco e sono bravi perché sono giovani, decisamente giovani, roba da far vergognare i jurassici progetti delle nostre grandi, ben rappresentate da Milan e Inter, con un’età media che supera i 30 anni abbondanti. Ma mica si può essere competitivi e preservarsi, o guarire in fretta dagli infortuni, se hai alle spalle 10-15 anni di battaglie. Allora, occhio ai nuovi acquisti dei Pozzo: Torje è un ’89, Pereyra un ’91 come Fabbrini. E Neuton è nato nel 1990. Danilo, difensore brasiliano è il più “vecchio”, con 27 anni. Capito allora qualcosa in più del progetto Udinese? Siamo a buon punto ma non basta.
Guidolin si priva di Sanchez Inler e resta competitivo, continuando a giocare bene e a mantenere - eccetto qualche aggiustamento tattico - la stessa filosofia di gioco. Come fa? Semplice, a Udine non comprano tanto per comprare o per ingaggiare qualche nome eccellente sul viale del tramonto: se vendo Sanchez, deve prendere un altro con le sue caratteristiche. Quindi, un brevilineo, rapido, tecnico e con forza nelle gambe. Insomma, ecco spiegato l’ingaggio di Torje. Ovviamente ci vuole voglia di girare il mondo e i campionati meno conosciuti: quanti furbetti di osservatori e dirigenti delle nostre squadre lo fanno? Siete soddisfatti della radiografia del fenomeno Udinese? E no, si può fare di più e meglio.
Semplicemente, spiegando che al prossimo mercato estivo (a gennaio patron Pozzo ha escluso qualsiasi cessione, più facile qualche ritocco in entrata) c’è già pronta la lista dei potenziali partenti che creeranno ancora una volta miracolose plusvalenze. I nomi: Asamoah e Benatia su tutti. I Pozzo sanno anche vendere al momento giusto: in estate hanno detto di no a Milan e Roma per il ghanese, pagato solo un milione tre anni fa. Adesso ne vale almeno 15 e i conti, fateli voi. Ma vogliamo parlare di Benatia? Preso a costo zero perché svincolato, la scorsa stagione nella serie B francese. Da zero a 15 milioni, ecco un altro miracolo al mercato. Poi ci sono Armero e Isla, potenzialente considerati maturi dalla società per il mercato in uscita. E occhio ad Handanovic, pagato sui 50 mila euro in Slovenia; se un top club europeo avrà bisogno di un portiere e vorrà investire 20-25 milioni, può rivolgersi ai Pozzo. Insomma, non proprio come Sanchez, ma gente come Asamoah e Benatia cominciano già ad appartenere al passato. I nuovi, sconosciuti e a buon mercato, sono osservati da tempo.

GIOVINCO È DA JUVE


MAROTTA: "SÌ, GIOVINCO È DA JUVE"

"Deve confermare di essere una realtà"

12/10/11
tempo reale
Giovinco, foto Getty
"Se un giocatore gioca in Nazionale, evidentemente è anche daJuventus". Il dg bianconero Beppe Marotta è tornato sulla questioneGiovinco che ha tenuto banco negli ultimi giorni. "La Juve ha fatto una scelta provvisoria - spiega Marottaparlando della cessione in comproprietà del giocatore al Parma -, è giusto che Giovinco faccia il suo percorso per diventare un giocatore importante. Deve confermarci di essere passato da promessa a realtà".
''Non scopriamo certo noi Tevez, l'abbinamento fra un grande giocatore come lui e una grande squadra come la Juventus è  fattibile, ma da qui a dire che lo stiamo trattando ce ne vuole''. Lo ha puntualizzato il direttore generale bianconero Beppe Marotta, spiegando che ''fra qualche settimana valuteremo insieme a Conte i vari giocatori, per sopperire a eventuali lacune''. ''Intanto siamo concentrati sul quotidiano, nessuna trattativa per Tevez ne' per altri e' stata iniziata da parte nostra - ha aggiunto il dirigente juventino -. Abbiamo comunque una rosa che puo' rispondere alle esigenze''. A gennaio potrebbero esserci acquisti e cessioni. ''Vale per tutte le squadre - ha notato Marotta -, abbiamo una rosa numerosa e fortunatamente senza infortuni. Ci saranno giocatori che vogliono collocarsi altrove per avere piu' spazio: valuteremo con Conte per arrivare a gennaio con rosa che risponde a sue esigenze''.
CONTE RITROVA DE CEGLIEDoppio allenamento per la Juve, che domenica farà visita al Chievo. Dopo la seduta atletica del mattino, nel pomeriggio Conte ha curato la tecnica, facendo lavorare i bianconeri col pallone. A parteGiaccherini, mentre De Ceglie ha pienamente recuperato dal problema muscolare. Ancora assenti i nazionali ad eccezione di Vucinic, rientrato anticipatamente in gruppo non potendo giocare per squalifica la sfida tra Montenegro e Svizzera.. All'appello mancava anche il danese Sorensen, reduce dall'operazione per la riduzione di una frattura al naso.

ESPOSTO JUVE, RINVIATA DECISIONE DEL TNAS
Decisione rinviata dopo la prima udienza (durata oltre due ore) del Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport di Roma dove gli avvocati di Juventus, Inter e Federcalcio si sono riuniti per discutere sull'esposto bianconero che chiede la revoca dello scudetto 2006 assegnato all'Inter. La proposta conciliativa dei legali bianconeri Briamonte, Chiappero e Landi di rinunciare all'atto del 18 luglio 2011 in cui la Federcalcio si dichiarava incompetente sulla revoca dello scudetto 2005-2006 e' stata respinta dagli avvocati Medugno e Mazzarelli rappresentanti della Figc e da quelli dell'Inter Torchia, Capellini e Raffaelli. La Juventus ha allora richiesto l'audizione del procuratore federale Stefano Palazzi e del presidente Federcalcio Giancarlo Abete e l'acquisizione da parte del Collegio giudicante, presieduto da Angelo Grieco e composto dagli avvocati Dario Buzzelli e Enrico De Giovanni, degli atti e dei pareri che hanno portato alla decisione del 18 luglio 2011 e della risposta che la Figc presenterà all'Uefa in merito ai chiarimenti sulla vicenda richiesti dall'organo di governo del calcio europeo. Il Collegio non è entrato però nel merito delle richieste bianconere, mentre ha fissato per il 18 ottobre la scadenza per la presentazione delle memorie difensive delle parti. Solo dopo tale data deciderà la propria competenza sulla vicenda. Il presidente della Juve Andrea Agnelli, presente all'udienza insieme ai suoi legali, non ha fatto dichiarazioni né all'entrata né all'uscita dal Tnas.
STORARI FINO AL 2014Marco Storari rimarrà alla Juventus fino al 2014. Nelle ultime ore è stato raggiunto l'accordo fra il portiere, adesso vice di Buffon, e il direttore generale Beppe Marotta. L'accordo, in scadenza a giugno 2013, sarà prolungato di un anno. Storari, arrivato dal Milan nell'estate del 2010, si è spesso guardato intorno per trovare una squadra che lo impiegasse da titolare. Ma la Juve, che crede molto nelle sue qualità, ha deciso di blindarlo.

Intanto Simone Pepe sta diventando sempre più un punto di riferimento per la Juve di Antonio Conte. I risultati e le prestazioni hanno dato ragione all'esterno ex Udinese e al tecnico salentino, Pepe è rimasto in bianconero quando sembrava sul punto di partire e si è subito guadagnato una maglia da titolare risultando tra i migliori in campo. "Con me il mister è stato subito molto diretto e quando si parlava di una possibile trattativa con lo Zenit, mi ha detto chiaramente: Tu non ti muovi da qui, quindi mettiamoci a lavorare sodo - rivela Pepe ai microfoni di Juventus Channel -. Quelle parole per me sono state una carica in più. Del resto lui parla molto con noi, è sempre diretto e sincero, ed è una delle doti più apprezzate". Proprio Conte sembra essere l'uomo in più della Juve attuale, grazie alla grinta che riesce a trasmettere: "Il nostro punto di forza in questo momento è l'intensità, che arriva dal lavoro settimanale, ma anche dal mister. Uno come lui sa come si vince e sa che ci vuole cattiveria agonistica in ogni partite. La sua abilità sta anche nello riuscire a trasmettercela".
Chiusura dedicata allo "Juventus Stadium", una risorsa in più per la 'Vecchia Signora'. "Il gol all'esordio contro il Parma nel nuovo stadio per me è stato fantastico, anche perché è un impianto bellissimo che dà una carica incredibile. La cosa che mi è rimasta più impressa è stata quando hanno dato il rigore al Parma nel finale di partita: c'è stato un minuto e mezzo di fischi davvero assordanti"