MERCATO: NESSUNO IN ITALIA COME L'UDINESE
Il club dei Pozzo chiude i migliori affari
12/10/11

Prima in campionato, seppur in compagnia della Juventus, prima con invece un grande distacco nella classifica del mercato. A comprare, valorizzare e vendere i giocatori, l’Udinese della famiglia Pozzo è da Pallone d’Oro. I numeri innanzitutto, per capire meglio: tra i 60 e i 65 milioni (la differenza la fanno i bonus) incassati in estate per le cessioni di Sanchez al Barcellona (40 milioni), Inler al Napoli (15 milioni) e Zapata al Villarreal (10 milioni). Poi sono arrivati anche gli spiccioli, come i 2,5 milioni incassati dal Siena per la metà di D’Agostino; giusto per non farsi mancare niente. Con le tre cessioni illustri, qualsiasi altro dirigente medio-modesto del nostro calcio, sarebbe andato in depressione tecnica, lo avrebbero contestato e la classifica, a differenza delle casse, si sarebbe pian piano svuotata.
I Pozzo e i suoi collaboratori, a partire dal direttore sportivo Larini e dalla lunga lista di osservatori, hanno invece ritrovato l’assetto e la competitività, senza snaturare la bellezza del gioco, con una manciata di operazioni. Ovviamente, sconosciute ai più, ma ben presenti e da tempo, nei progetti del club. I rinforzi più costosi? Il rumeno Torje, che è il sostituto potenziale di Sanchez, arrivato solo il 10 settembre per 4,5 milioni, insieme al centrocampista Pereyra, preso dal River Plate e costato la stessa cifra di Torje. Altri acquisti della nuova Udinese: Neuton e Doubai, difensore brasiliano del Gremio e centrocampista dello Young Boys, sono costati solo un paio di milioni a testa. Tre milioni sono stati spesi per riportare a casa Barreto e riscattare Fabbrini, un milione per Sissoko, qualcosa in più per Danilo. Tutto qui? Si, tutto qui, spesi non più di 15-18 milioni per il Nuovo Corso, dopo i 60-65 incassati. In più, già in testa al campionato, con un gioco divertente e con le mini-perplessità e qualche fischio durante Udinese-Rennes, spazzate via in un attimo.
Il modello Udinese sarebbe la salvezza del calcio italiano e lo spot perfetto del fair play finanziario introdotto da Platini. Ma attenzione, non sono solo i numeri a stupire e a sostenere il modello Udinese. Dietro, c’è una feroce coerenza nel progetto tecnico e nella scelta anagrafica dei giocatori. Costano poco e sono bravi perché sono giovani, decisamente giovani, roba da far vergognare i jurassici progetti delle nostre grandi, ben rappresentate da Milan e Inter, con un’età media che supera i 30 anni abbondanti. Ma mica si può essere competitivi e preservarsi, o guarire in fretta dagli infortuni, se hai alle spalle 10-15 anni di battaglie. Allora, occhio ai nuovi acquisti dei Pozzo: Torje è un ’89, Pereyra un ’91 come Fabbrini. E Neuton è nato nel 1990. Danilo, difensore brasiliano è il più “vecchio”, con 27 anni. Capito allora qualcosa in più del progetto Udinese? Siamo a buon punto ma non basta.
Guidolin si priva di Sanchez e Inler e resta competitivo, continuando a giocare bene e a mantenere - eccetto qualche aggiustamento tattico - la stessa filosofia di gioco. Come fa? Semplice, a Udine non comprano tanto per comprare o per ingaggiare qualche nome eccellente sul viale del tramonto: se vendo Sanchez, deve prendere un altro con le sue caratteristiche. Quindi, un brevilineo, rapido, tecnico e con forza nelle gambe. Insomma, ecco spiegato l’ingaggio di Torje. Ovviamente ci vuole voglia di girare il mondo e i campionati meno conosciuti: quanti furbetti di osservatori e dirigenti delle nostre squadre lo fanno? Siete soddisfatti della radiografia del fenomeno Udinese? E no, si può fare di più e meglio.
Semplicemente, spiegando che al prossimo mercato estivo (a gennaio patron Pozzo ha escluso qualsiasi cessione, più facile qualche ritocco in entrata) c’è già pronta la lista dei potenziali partenti che creeranno ancora una volta miracolose plusvalenze. I nomi: Asamoah e Benatia su tutti. I Pozzo sanno anche vendere al momento giusto: in estate hanno detto di no a Milan e Roma per il ghanese, pagato solo un milione tre anni fa. Adesso ne vale almeno 15 e i conti, fateli voi. Ma vogliamo parlare di Benatia? Preso a costo zero perché svincolato, la scorsa stagione nella serie B francese. Da zero a 15 milioni, ecco un altro miracolo al mercato. Poi ci sono Armero e Isla, potenzialente considerati maturi dalla società per il mercato in uscita. E occhio ad Handanovic, pagato sui 50 mila euro in Slovenia; se un top club europeo avrà bisogno di un portiere e vorrà investire 20-25 milioni, può rivolgersi ai Pozzo. Insomma, non proprio come Sanchez, ma gente come Asamoah e Benatia cominciano già ad appartenere al passato. I nuovi, sconosciuti e a buon mercato, sono osservati da tempo.
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